«La città 30 non limita. Casomai restituisce diritti alle persone. Diritto alla mobilità e alla possibilità di spostarsi a piedi o in bici, diritto alla sicurezza, diritto di spostarsi in auto con meno traffico, diritto a un ambiente e a un’aria più puliti». Sono passate poche settimane dalla sentenza del TAR dell’Emilia Romagna su Bologna città 30 – quella che ha annullato il provvedimento col quale la città aveva ridotto il limite di velocità da 50 km/h a 30 km/h su buona parte delle strade urbane – e con questa intervista ad Andrea Colombo, ex assessore alla mobilità del capoluogo e già project manager di Bologna Città 30, FIAB vuole fare il punto.

Sappiamo che la Giunta guidata dal sindaco MatteoLepore non farà ricorso al Consiglio di Stato ma proseguirà sulla strada di Bologna città 30 (no, non è tornato il limite ai 50 km/h). «La sentenza – ha ricordato Colombo – ha riconosciuto che i comuni hanno il potere di abbassare i limiti di velocità, ma devono farlo con un’istruttoria e motivazioni strada per strada. Ora saranno riemesse le ordinanze» 

AndreaColombo oggi è consulente ed esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale. Più di dieci anni fa ha contribuito a costruire Bologna Città 30 e appartiene a quella classe dirigente che ha scelto di seguire questa visione non per ideologia, ma perché permette di salvare vite, di ridurre il numero di feriti e di incidenti. I dati, i più recenti, su Bologna confermano tutto questo.

continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *